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  • il04.10.2009
  • alle 07:52 PM
  • da admin

Unisalento, tra barocco e nanoscienze: uno studio 0

Riceviamo e pubblichiamo la presente notizie gentilmente segnalataci dall’autore Leandro Candido. Invitiamo gli utenti del blog ad esprimere il loro parere.

Come ultimo saggio del mio percorso di Alta Scuola Politecnica ho affrontato la tematica “università come nuovo attore urbano” in grado di generare sviluppo nel territorio quando la qualità della didattica è garantita e quando si riesce ad ottenere il riconoscimento internazionale in termini di ricerca e ospitalità.

A mio avviso, l’Università di Lecce, poi non a caso diventata UniSalento in un’ottica di più ampio respiro, è cresciuta molto negli ultimi anni, grazie alle politiche adottate dai suoi manager e soprattutto ad una crescente affermazione nell’ambito della ricerca nei settori scientifici. E la città e i territori limitrofi ai vari poli sono ormai orientati ad ospitare giovani studenti, attribuendo un taglio di “città universitaria”.

Promozione della ricerca, internazionalizzazione, servizi e riorganizzazione amministrativa (con abbattimento degli sprechi) sono le parole chiave di questa politica, se non altro a partire dall’insediamento dell’ultimo Rettore. I suoi discorsi sono sempre lucidi, onesti, e sebbene mettano in luce diverse difficoltà risultano davvero incoraggianti.

Il problema finanziario sembra essere un ostacolo piuttosto scomodo. Questo è dovuto principalmente a causa dei tagli all’università e dalla riformulazione del metodo di valutazione per l’assegnazione del “Fondo per il Finanziamento Ordinario per le Università” (FFO), operata nel 2004.

Vediamo con calma quali siano gli elementi previsti per gli introiti delle università:

1. Fondo per il Finanziamento Ordinario per le Università;

2. Tasse agli studenti;

3. Contributi terzi, legati a progetti specifici e straordinari.

E’ chiaro che se la prima viene a mancare (ed è la voce più consistente), l’Università deve ricorrere alle altre due per poter garantire gli stessi servizi e difficilmente può lavorare per un miglioramento. D’altro canto, la Regione Puglia interviene con convinzione nelle finanze dell’UniSalento promettendo cospicui finanziamenti su progetti e riconoscendo così un ruolo fondamentale all’interno del sistema universitario regionale.

Molto altro si può dire su questo argomento e non è detto che esista un punto di vista univoco su questa questione. Vi rimando pertanto alla lettura del saggio (dove alle mie affermazioni corrisponde della bibliografia) per una trattazione più approfondita e mi aspetto critiche e commenti su questo spinoso argomento.

Buona lettura!

Leandro

UniSalento:between baroque and nanoscience

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